Ph. NARENTE

Fu nel 1850 che tutto ebbe inizio, con Efisio Usai, trisnonno di Walter e bisnonno di Elvio, il padre di Walter, che intraprese da bambino l'attività di "Strexiaiu", letteralmente stovigliaio*, (*da "strexiu", stoviglia, per la produzione che si faceva all'epoca soprattutto di manufatti di uso quotidiano e domestico, scivedde, brocche per l'acqua, vasi per fiori, brogne per le olive, oggetti che nel tempo sono rimasti immutabili), ossia di ceramista a tutti gli effetti.

Lavoro duro quello del ceramista, come racconta spesso Elvio Usai ,padre di Walter, strexiaiu fin da bambino, memoria storica di questo antico e nobile mestiere;

 

 "ciò che si è scordato il diavolo,

é ricordato al ceramista"

 

una frase che rende molto bene l'idea di quanto, soprattutto prima dell' avvento di alcuni oggetti "moderni" (forno a gas, tornio elettrico etc), fosse particolarmente faticoso questo mestiere a partire dalla lavorazione della materia prima, l'argilla di campagna, detta terra 'e strexiu, che veniva faticosamente ricercata nei terreni, estratta e portata in superficie con "sa tallora", la carrucola, dopo essere stata piccata dagli operai o dallo strexiaiu in persona.

La terra sarda, offriva argille di gran pregio, di cui il territorio di Assemini era molto ricco, aveva un colore molto particolare, dovuto alla presenza di ferro ed altri minerali e si differenzia inoltre per l'ottima resa, ideale da preparare e plasmare, ma fragile in cottura, rendendo gli "strexiaius" di Assemini dei veri e propri maestri nella cottura di questi materiali bellissimi.

 

 

 

 

 

 

La cottura delle ceramiche prima del 1972 veniva fatta in forni allestiti all'aperto, in cui venivano inseriti innumerevoli pezzi, che costituivano il lavoro di diverse settimane; bisognava avere una buona conoscenza del tempo, e prima di allestire il forno, era necessario saper leggere ciò che il cielo poteva comunicare in fatto di cambiamenti metereologici, se fosse arrivata la pioggia il lavoro di giorni o settimane sarebbe andato perso costringendo il ceramista a riniziare tutto da capo.

 

Questo racconta molto bene come il rapporto con la natura era sempre molto importante e vivo nei mestieri tradizionali della nostra terra.

Nel 2002 inizia ufficialmente il lavoro di Walter in veste di mastro ceramista, cresciuto nel laboratorio del padre, imparando fin da piccolo a lavorare la terra sarda, dopo un periodo di ricerca personale, riapproda appunto nel 2002, al mestiere di famiglia, in cui 5 generazioni di Usai si sono succeduti, continuando così l'importante ciclo di eriditarietà del mestiere.

 

Mestiere che Walter, sotto consiglio del padre, ha sempre portato e porta avanti con molta passione, padroneggiando la produzione di manufatti tradizionali fino ad arrivare a interpretazioni più moderne, nate dall'amore per questo antico mestiere, che necessità continuamente una ricerca che si adatti alle esigenze dei nostri giorni, sia dal punto di vista artistico che dell'uso che si fa delle ceramiche nella quotidianità. 

 

Questo continuo rinnovo stilistico, porta Walter a importanti collaborazioni con numerosi artisti e designers.

Dal 08/11/05 è iscritto al registro dei produttori

di ceramica artistica e tradizionale .

Tutte le foto di Francesco Bittichesu, tranne dove segnalato.

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